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ENNESIMO RICHIAMO A GOVERNO E CONCESSIONARI: NON RESTA CHE CHIUDERE

Comunicazione a mezzo PEC

(anticipata in email)

Prot. 59/PEC/2020 Roma, 20 aprile 2020

Spett.le ANAS

c.a.: Ing. Massimo SIMONINI

anas@postacert.stradeanas.it

Egr. On.le PAOLA DE MICHELI

Ministro Infrastrutture e Trasporti

e, p.c.: Egr. dott. Felice MORISCO

D.G. Sorveglianza Concessioni MIT

Egr. On.le STEFANO PATUANELLI

Ministro Sviluppo Economico

e, p.c.: Egr. Ing. Giorgio SORIAL

Vice Capo di Gabinetto MiSE

e, p.c.: Gent.ma dott.ssa Sara Romano

D.G. infrastrutture sicurezza sistemi energetici MiSE

e, p.c.: Unione Petrolifera

Aiscat

Loro Sedi

Oggetto:

Emergenza sanitaria da Covid-19 – Misure straordinarie di ottimizzazione per la gestione delle Aree di Servizio di autostrade e raccordi autostradali delle rete in gestione diretta Anas SpA. Vs. prot. CDG – 0195081 del 15.04.2020

Egregio Presidente, Signori Ministri,

le scriventi Federazioni intendono proporre, in risposta alla comunicazione Anas – pari oggetto – inviata dall’AD e Direttore Generale, Ing. Massimo Simonini, alcune brevi riflessioni.

Innanzitutto le scriventi vorrebbero ricordare che la situazione di particolare difficoltà che oggi si riscontra nel settore della distribuzione carburanti – con particolare riferimento al segmento autostradale – non solo è a tutti nota ma è anche stata condivisa al termine dei due separati incontri (25 e 30 Marzo scorsi) ai quali sono intervenuti anche i Ministri in indirizzo.

Per riassumere, brevemente, è sufficiente richiamare all’attenzione il fatto che, a seguito dei provvedimenti emanati con separati DPCM attraverso i quali è stata praticamente azzerata la mobilità di autoveicoli, le vendite sul segmento autostradale hanno registrato una perdita di oltre il 90% rispetto agli erogati dello stesso periodo dell’anno precedente. La distribuzione carburanti, infatti, è stata inserita fra le attività indispensabili per garantire la mobilità del Paese e, per questo motivo, “obbligata” a rimanere aperta.

A fronte di tale, manifesta ed incontrovertibile realtà, le scriventi Federazioni hanno interagito con l’Esecutivo del Paese dichiarandosi disponibili a mantenere aperti gli impianti, solo a condizione che ci fosse – direttamente o indirettamente – un ristoro della notevole perdita economica che le gestioni stanno accumulando dall’inizio del mese di Marzo 2020.

Come è noto, i Gestori delle Aree di Servizio, percepiscono un “margine pro-litro” attraverso il quale fanno fronte ai costi delle struttura: è sostenere l’ovvio ma, venendo a mancare i litri erogati, le gestioni non sono più in grado di garantire l’adempimento di quegli obblighi cui pure la comunicazione Anas fa riferimento (e dello stesso tenore sono le comunicazione di Strada dei Parchi SpA).

In altre parole non si può obbligare un universo di “micro-imprese” a sostenere costi senza poter contare su ricavi: aleatori quanto si voglia, ma storicamente consolidati. Né, tantomeno, si possono obbligare le stesse micro imprese al fallimento per azione e provvedimenti che addirittura evocherebbero azioni finalizzate al “procurato fallimento”.

In questa direzione, nonostante tutti gli sforzi che sono effettuati anche nei tavoli interministeriali, sembra andare l’affrettata comunicazione Anas che si perita di ricordare a tutti che: “…..Ovviamente, in ossequio alle disposizioni dettate per lagestione dell’emergenza, resta espressamente convenuto che le Società concessionarie dei servizi ‘Oil’ e ‘Ristoro’ dovranno garantire l’apertura in esercizio di tutte le Aree di servizio presenti sulla rete autostradale in gestione diretta Anas ed alle stesse affidate in concessione, pena la violazione delle suddetta normativa e, per quanto di competenza Anas, la decadenza da ogni beneficio previsto dalla presente comunicazione…….”.

La cosa che lascia ancora più perplessi è che Anas ha una doppia veste: quella di Concedente e quella di Concessionaria. In entrambi i casi la prudenza avrebbe voluto che la medesima Azienda – che continua a pretendere royalties fisse dai Gestori per attività non oil di alcune decine di migliaia €uro/anno – si muovesse in armonia con quanto, intorno ad essa, stava maturando; né può bastare “confidare che …. le stesse (misure NdR) possano essere stese anche a beneficio degli operatori rappresentati …”. Se i benefici sono quelli adombrati nella comunicazione Anas, ci sembra di poter dire che possiamo rinunciarvi. Senza problemi.

Da ultimo due brevi precisazioni: la prima è che, in attesa che il Mit “autorizzi le società Concessionarie (fra cui Anas?) a rinunciare alle royalties che andrebbero ristornate ai Gestori delle AdS autostradali, l’unico tangibile provvedimento è quello che discende dagli Accordi di Categoria che hanno previsto un intervento

“straordinario” per il bimestre Aprile-Maggio, delle compagnie petrolifere (con qualche distinguo per operatori di recente ingresso nel mondo della distribuzione dei carburanti in autostrada) nei confronti dei Gestori, in attesa che si chiarisca la questione “royalties”, si raggiunga la possibilità di una turnazione e lo svolgimento di alcuni servizi sulle singole aree. Per il resto, poco o niente. Nemmeno i presidi che pure erano stati sbandierati come in distribuzione attraverso le Concessionarie. Niente!

Eppure una serie di impegni erano stati assunti: tanto dal Mit, dal Mise, dal Mef (Agenzia Entrate) dal Ministero del Lavoro. Purtroppo quegli impegni non sono ancora stati tradotti in provvedimenti concreti, senza i quali le micro imprese che conducono le aree di servizio autostradali sono destinate, fatalmente a chiudere. Quindi, mentre le scriventi Federazioni chiedono all’Amministratore Delegato di Anas di ritirare la comunicazione ed insistono con i Ministri delegati ed il Governo tutto a fare presto: non ci sarà alcuna fase due, nel nostro settore, perché risorse economiche e liquidità per la ripresa non sono più disponibili. Soprattutto se si continua a muoversi in ordine sparso come se ogni Amministrazione fosse uno “Stato indipendente” e come se i provvedimenti richiesti fossero un vezzo piuttosto che una necessità dirompente.

Fino ad ora la Categoria ha mostrato la sua disponibilità: ma alla luce di quanto evidenziato tale disponibilità sta venendo meno. É venuta meno. Immaginiamo che l’esasperazione cui i Gestori sono giunti, non sia foriera di un responsabile mantenimento del pubblico servizio, ma di una concreta possibilità che venga rapidamente interrotto. Al massimo, entro una settimana, come “certificano” le adesioni dei singoli Gestori (che ci riserviamo di inviare nelle prossime ore), già in possesso delle scriventi Federazioni, con le quali si conferma che la situazione è allo stremo e, di conseguenza, le chiusure imminenti.

Chi potrà costringere i Gestori a mettersi le mani in tasca e reperire risorse (che le Banche lesinano, nonostante il Decreto Liquidità) per mantenere gli impianti aperti? Chi fornirà loro la liquidità per riprendere l’attività? Quale giudice condannerebbe i Gestori per interruzione di un pubblico servizio che deve rimanere aperto solo per una testarda (ma solo in queste occasioni) lettura della norma?

Forse, l’unica risposta possibile – in questo contesto – è un trasferimento di liquidità a fondo perduto.

Le scriventi Federazioni rimangono in attesa di un urgente cenno di riscontro.

FAIB FAIB AUTOSTRADE – FEGICA – FIGISC ANISA